Ora che Obama ha perso, che ne sarà dello START 2?

Obama e Medvedev dopo la firma del Trattato START 2

Obama e Medvedev dopo la firma del Trattato START 2 (Fonte: RIA Novosti)

Oltre che in politica interna, la sconfitta elettorale di Barack Obama alle elezioni di medio termine avrà dei contraccolpi anche nelle relazioni internazionali: in particolare, ora è a rischio la ratifica del trattato per la riduzione delle testate nucleari START 2, che Obama e Medvedev sottoscrissero lo scorso 8 aprile a Praga e che  vincola Usa e Russia ad una drastica riduzione del loro arsenale atomico.

Il presidente Usa ieri ha chiesto al Senato (dove ha conservato una risicata maggioranza) di procedere alla ratifica dell’accordo, dopo che il giorno prima la Commissione Esteri della Duma aveva deciso di sospendere a tempo indeterminato le attività di ratifica, revocando anche la raccomandazione ai deputati russi per una rapida approvazione del trattato: Mosca ritiene che, con la vittoria repubblicana alla Camera, l’approvazione dello START 2 da parte di Washington diventerà alquanto incerta e pertanto una ratifica unilaterale da parte russa non avrebbe senso.

Obama, in realtà, neanche prima delle elezioni aveva una maggioranza al Senato tale da garantirgli l’approvazione del trattato START, tuttavia contava di ottenere almeno 8 dei voti necessari dall’ala moderata dei Repubblicani: oggi però, dopo il ribaltone alla Camera dei Rappresentanti, il Partito Repubblicano si sente premiato dagli elettori per la sua politica di opposizione al presidente, e quindi è difficile che conceda un appoggio a Obama proprio su un accordo che i conservatori hanno avversato fin dalla prima ora, giudicandolo lesivo per la sicurezza degli Stati Uniti.

Il Trattato START 2 è nato con l’obiettivo di sostituire lo START 1, scaduto lo scorso dicembre: se dovesse entrare in vigore, il patto obbligherebbe Usa e Russia a ridurre le proprie testate nei silos nucleari a non oltre 1500, mentre quelle mobili non dovranno superare le 800 per ciascun esercito.

Per approfondimenti
Cosa ne sarà dello START 2?

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