Human Rights Watch: pressioni sui media azeri

Il presidente azero Aliev (AP Photo)

Picchiati, messi al bando e dietro le sbarre: lo spazio scomparso della libertà di espressione in Azerbaijan” è il titolo esplosivo dell’ultimo rapporto di Human Right Watch sulla repubblica caucasica, che il prossimo 7 novembre è chiamata alle urne per le elezioni parlamentari.
In 94 pagine, l’Organizzazione che si occupa di monitorare il rispetto dei diritti umani nel mondo ha denunciato l’utilizzo di “leggi criminali” e violenti attacchi da parte del governo azero per mettere a tacere i giornalisti dissidenti, con l’evidente obiettivo di minare la legittimità della prossima consultazione elettorale.

Human Right Watch infatti sottolinea come gli arresti e i bavagli alla stampa, oltre ad aver spinto nove giornalisti a chiedere asilo politico all’estero dal 2007, avranno come risultato quello di impedire un voto libero e onesto.

Sebbene in Azerbaijan la censura sia stata abolita nel 1998, il governo di Baku ha messo in atto nuovi sistemi per fermare le notizie scomode al presidente Aliev: il Rapporto descrive come un giro di vite sia stato imposto sulla divulgazione di filmati e registrazioni audio, che oggi devono necessariamente essere autorizzati dai soggetti ripresi nei filmati o nelle registrazioni, e come molte radio estere abbiano visto le loro frequenze in FM bloccate.

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