La Chiesa polacca contro la fecondazione “in vitro”

Bronislaw Komorowski e Benedetto XVI

A pochi giorni dall’incontro tenutosi in Vaticano tra il presidente polacco Bronislaw Komorowski e Papa Benedetto XVI, i vescovi polacchi lanciano un duro monito nei confronti del governo, intenzionato ad approvare a breve una nuova legge sulla fecondazione in vitro: i parlamentari che voteranno a favore saranno scomunicati, è la minaccia dell’episcopato di Varsavia.
La dichiarazione, rilasciata domenica dall’arcivescovo Hoser, capo del Gruppo Episcopale di Esperti in Bioetica, è una risposta all’annuncio del governo dell’imminente approvazione di una legge a sostegno delle coppie senza figli che vogliono avvalersi del trattamento in vitro.

La Polonia infatti è priva di una legislazione in materia, e sono varie le proposte di legge presentate per regolamentare l’utilizzo di questa tecnica. Non si conosce ancora, tuttavia, quale sarà il contenuto di questa nuova legge. Il partito del premier Donald Tusk e del presidente Komorowski, ad esempio, ha presentato due progetti che puntano a dare al paese una legislazione che risponda alle direttive comunitarie: il primo progetto prevede che della fecondazione in vitro possano beneficiare solo le coppie sposate, mentre il secondo allargherebbe a tutte le coppie la possibilità di avvalersi di tale diritto.

Fermamente contraria a entrambi i progetti è l’opposizione ultraconservatrice guidata dall’ex premier Jaroslaw Kaczynski, da cui anche sono giunte due proposte di legge sulla fecondazione in vitro, ma per renderla illegale: una delle due prevederebbe perfino l’arresto dei medici che applichino tale tecnica. Quest’ultima proposta è stata sottoscritta anche dal Partito Contadino, che sostiene però la coalizione di governo di Tusk: per il premier dunque si prospetta un percorso minato, che potrebbe mettere a rischio la stessa tenuta del suo governo a meno di un anno dalle elezioni politiche.

L’attacco mosso dai vescovi è solo l’ultimo atto, in ordine di tempo, della “crociata” mossa dalla Conferenza Episcopale Polacca la fecondazione in vitro.
Già a maggio il Consiglio Episcopale per la Famiglia aveva deciso che ai parlamentari che avessero sostenuto le tecniche in vitro sarebbe stato precluso il sacramento della comunione, ma in quel caso il Gruppo di Bioetica si era dissociato, affermando che le biotecnologie erano una materia nuova, su cui la Chiesa stava ancora riflettendo.
A giugno poi l’episcopato polacco emise un nuovo comunicato in cui si affermava che il ricorso a tecniche di fecondazione in vitro equivaleva ad un peccato, ma in questo caso non fu fatto alcun riferimento ai membri del Parlamento.

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