Chavez a Mosca: accordi su spazio, nucleare e missili

Hugo Chavez e Dmitrij Medvedev

In occasione della visita del presidente Hugo Chavez a Mosca, Russia e Venezuela hanno firmato ieri una serie di accordi bilaterali in ambito tecnologico, spaziale, energetico e militare.  “Abbiamo parlato di hi-tech ed oggi per la prima volta abbiamo discusso anche di cooperazione in campo spaziale” ha riferito il presidente russo Dmitrij Medvedev in conferenza stampa. “Il nostro interscambio commerciale non è pienamente equilibrato – ha continuato Medvedev -, ma ci sono opportunità di aumentare reciprocamente il commercio dei nostri prodotti”: il riferimento è all’accordo che prevede la vendita di macchinari agricoli russi a Caracas, in cambio di prodotti della terra.

Se il presidente russo ha inoltre elogiato il comportamento “da paese amico”, tenuto dal Venezuela per aver riconosciuto l’indipendenza dell’Abkahzia e dell’Ossezia del Sud nel 2009, Chavez ha esaltato il ruolo russo come garante degli equilibri mondiali, candidandosi sempre più a sponda di Mosca in Sudamerica.
Del resto, dal suo viaggio in Russia il presidente venezuelano ottiene sì importanti accordi commerciali, ma soprattutto militari: oltre ad altri 35 carri armati T-72, secondo l’analista militare Igor Korotcenko il Venezuela potrebbe acquistare a breve anche i missili antiaereo S-300 originariamente destinati all’Iran, che la Russia ha deciso poi di non vendere più a Teheran. Caracas sarebbe molto interessata ai missili, considerati un ottimo prodotto, e sarebbe pronta a pagare in contanti 800 milioni di dollari per potenziare le proprie difese aeree nell’eventualità di un attacco da parte della Colombia.

Anche dal punto di vista nucleare, Chavez torna a casa con un importante accordo in valigia: quello siglato per la costruzione di tecnologia russa per la costruzione di un impianto nucleare da 2.400 megawatt. Si tratta di un impianto ad uso civile, ha voluto assicurare Medvedev, che non costituirà minaccia per i paesi vicini.

COLPO GROSSO DI ROSNEFT. Anche la Russia può dirsi soddisfatta di come il vertice si è concluso, se si pensa all’importante acquisizione effettuata dal gigante petrolifero Rosneft: dalla compagnia venezuelana PDVSA i russi hanno comprato metà del capitale azionario della tedesca Rühr Oel che, insieme alla British Petroleum, detiene attualmente tra il 24 ed il 100% delle Raffinerie di Gelsenkirchen, di quelle della Baryern-oil, della MiRO e della Schwedt.
Il volume di lavorazione di queste strutture è di circa 50 milioni di tonnellate, un quinto di quello dell’intera Germania: in questo modo, Rosneft raggiungerà una capacità di raffinazione di 11,6 milioni di tonnellate di petrolio all’anno.

Chavez lascerà Mosca oggi, diretto in Bielorussia, dove ricambierà la visita di Aleksandr Lukashenko del marzo scorso, e successivamente si recherà in Ucraina.

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