Kirghizistan, le proiezioni: in testa i nazionalisti

Allestimento di un seggio in Kirghizistan

Allestimento di un seggio in Kirghizistan

Giornata elettorale sostanzialmente tranquilla in Kirghizistan, chiamato ieri alle urne in occasione delle prime elezioni parlamentari dopo la riforma costituzionale della scorsa primavera, che ha trasformato la forma di governo del Paese da presidenziale in parlamentare: nessun particolare incidente è stato infatti segnalato dalla Commissione Elettorale Centrale.

Non è stata tuttavia alta l’affluenza alle urne, che si è attestata intorno al 50% degli aventi diritto.

L’agenzia di stampa nazionale Kabar riferisce che, quando ormai sono state scrutinate quasi il 94% delle schede, le proiezioni danno in testa con l’8,6%  i nazionalisti ultraconservatori di Ata-Zhurt, vicini all’ex presidente Bakiev, seguiti di poco, con l’8% dei voti, dal Partito Socialdemocratico  dell’attuale premier ad-interim Almazbek Atambajev, tra i fautori della riforma in senso parlamentare approvata con un referendum lo scorso 29 giugno e vicino alla presidente Otunbajeva.

Al terzo posto il partito Ar-Namys, guidato dall’ex premier Felix Kulov, che si ferma al 7,4% ma era dato in testa dai primi exit-poll:  Kulov, considerato uomo vicino alla Russia, si colloca su posizione opposte a quelle del nuovo presidente Roza Otunbajeva, di cui ha fortemente criticato le riforme costituzionali in senso parlamentare attuate negli ultimi mesi.

Quarto posto per il partito Respublika, che si colloca su posizioni neutrali nei confronti delle attuali maggioranza ed opposizione, che otterrebbe il 7% delle preferenze.

Superano lo sbarramento del 5% anche i riformisti di Ata-Meken (5,8%), anch’essi a favore del parlamentarismo, mentre non entrano in parlamento i partiti  Ak-Shumkar e Kirghizistan Unito, che pure i primi exit-poll davano oltre la soglia di sbarramento.

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