La Germania celebra i vent’anni dalla riunificazione

1990: festeggiamenti dinanzi al Bundestag

Sono trascorsi vent’anni da quel 3 ottobre 1990, quando di fatto la Guerra Fredda terminò nel punto che ne era stato il simbolo: la porta di Brandeburgo a Berlino. La Germania tornava ad essere una sola: dopo 45 anni di separazione, la riunificazione tedesca era realtà.
Nemmeno dodici mesi prima era crollato il Muro, e per quasi un anno il dibattito politico tedesco-occidentale si era concentrato su una precisa questione: lasciare che le Germanie restassero due stati sovrani, oppure dar subito vita ad un difficile, insidioso ma affascinante processo di riunificazione?

L’allora Cancelliere, il democristiano Helmut Kohl, che rappresentava la linea di coloro che ritenevano che la Germania dovesse entrare unita nel XXI secolo, trovò non poche difficoltà a convincere i tanti (inclusi i membri del suo stesso governo) che paventavano gravi sacrifici economici che la Germania Ovest avrebbe dovuto sopportare dopo aver inglobato la Germania Est.
Pur essendo stata l’economia più florida e dinamica del blocco socialista, la DDR manifestava evidenti inferiorità strutturali rispetto alla Repubblica Federale Tedesca: rimettere l’Est al passo dell’Ovest richiedeva un’ impennata della spesa pubblica con inevitabili sacrifici nei lander occidentali.

Ma Kohl voleva una Germania unita al più presto, e per fare ciò si rese protagonista di un durissimo tour-de-force diplomatico per tutta la prima metà del 1990: oltre che convincere gli scettici in Germania, dovette lavorare sodo per far accettare la sua decisione a Gran Bretagna e Francia, dubbiose sul nuovo peso che avrebbe avuto la Germania riunificata in Europa, e soprattutto all’Urss, che era favorevole a ritirare le proprie truppe di stanza nella DDR solo a patto che la Germania unita uscisse dalla NATO. Con grande abilità Kohl riuscì a persuadere Mosca ad accettare che la nuova Germania continuasse a far parte dell’Alleanza Atlantica, garantendo ai Sovietici che nessun sistema bellico d’offesa sarebbe stato impiantato nei territori orientali confinanti con l’allora Patto di Varsavia.

Michail Gorbaciov, George Bush ed Helmut Kohl (foto Bild)

Oggi l’intera Repubblica Federale Tedesca celebra quel giorno: per l’occasione, mercoledì a Berlino, nei pressi del famosissimo Check Point “Charlie”, è stato inaugurato un monumento commemorativo in bronzo che ritrae i volti di Helmut Kohl, di Michail Gorbaciov e di George Bush senior.
“Senza il coraggio di Gorbaciov, la determinazione di Kohl e la prudenza di Bush, la Germania non sarebbe mai stata riunificata”, è stato il commento dell’ex Cancelliere Helmut Schmidt, presente alla cerimonia.

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