Silurato Luzhkov, Rezin nuovo sindaco di Mosca

I due rivali: Medvedev e Luzhkov

Tanto tuonò che piovve: questa mattina il presidente russo Dmitrj Medvedev ha firmato un decreto che di fatto rimuove da ogni incarico il sindaco di Mosca Jurij Luzhkov e nomina nuovo primo cittadino il vice di questi, Vladimir Rezin, che ricoprirà l’incarico fino alle prossime elezioni amministrative.

Il braccio di ferro tra il Cremlino e il sindaco di Mosca era iniziato da un mese a questa parte, quando Lukhov aveva apertamente criticato la decisione di Medvedev di bloccare la costruzione della nuova contestatissima autostrada Mosca-San Pietroburgo. La risposta del Cremlino era giunta a mezzo stampa: da oltre due settimane, le TV più filogovernative hanno trasmesso a ciclo continuo servizi giornalistici di denuncia sulle attività amministrative di Luzhkov e di sua moglie Elena Baturina, potente imprenditrice nel campo edile, accusata di essersi arricchita grazie agli aiuti del marito.

Ieri Luzhkov era rientrato in patria dopo una breve vacanza all’estero, ed aveva subito dichiarato che non si sarebbe dimesso, nonostante il Cremlino glielo avesse imposto.
Di qui la decisione di Medvedev di “revocargli la fiducia”, come previsto dalla costituzione russa, che infatti attribuisce al Capo dello Stato la possibilità di rimuovere governatori ed amministratori locali.

Appena avuta notizia della sua estromissione dalla carica di sindaco, Luzhkov ha deciso di lasciare il partito Russia Unita, di sono membri sia Medvedev che Putin. La notizia è stata comunicata dall’Ufficio Stampa della municipalità di Mosca.

“Luzhkov ha fatto molto per Mosca ed è stato una figura simbolo nella Russia moderna, tuttavia non è riuscito a costruire stabili relazioni con l’attuale Capo dello Stato”, è stato il commento di Vladimir Putin, le cui parole sono apparse come un segnale di dissenso verso la decisone presa da Medvedev.

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