Zakayev si consegna alle autorità polacche

Akhmed Zakayev (RIA Novosti)

Il leader indipendentista ceceno Akhmed Zakayev, atteso a oggi a Varsavia per l’apertura del Congresso Mondiale della Nazione Cecena, si è consegnato alla polizia polacca.
Tramite il suo portavoce, Zakayev aveva annunciato poche ore prima la sua intenzione di entrare in Polonia, e di presentarsi assieme al suo avvocato presso gli uffici della Procura Generale polacca.

“La Polonia è un paese libero, non ho nulla da temere”, sono state le sue parole per chi, tra i giornalisti, gli chiedeva perchè avesse deciso di venire a Varsavia nonostante il rischio di un arresto.

Il leader ceceno, capo del governo in esilio dell’autoproclamata Repubblica di Ichkeria (nome con cui gli indipendentisti chiamano la Cecenia), vive in Inghilterra dal 2002 dove è considerato un rifugiato politico.

Nel 2001 la Russia ha emesso contro di lui un mandato di cattura internazionale per terrorismo. Membro della guerriglia cecena negli Anni Novanta, Zakayev tuttavia ha respinto le accuse di voler ricostituire nel Caucaso una forza insurrezionalista, ribadendo anzi le sue dure critiche al radicalismo islamico di Doku Umarov, signore della guerra ed attuale capo delle milizie fondamentaliste, che a sua volta ha condannato a morte Zakayev per aver tradito i principi islamici.

Lo scorso anno Zakayev si è anche detto pronto a tornare in Russia ed incontrare l’attuale presidente ceceno Kadyrov, con cui sedersi al tavolo della pace.

Ora spetterà a Varsavia decidere se estradare Zakayev. Ieri il portavoce della polizia polacca aveva specificato che non erano pronti mandati di arresto per Zakayev, ma essendo egli ricercato dall’Interpol ed essendone la Polonia parte, se l’esponente ceceno fosse entrato in territorio polacco il suo arresto sarebbe stato inevitabile.

REAZIONI. Intervistato dalla radio nazionale polacca, il premier polacco Donald Tusk ha dichiarato che l’arresto di Zakayev deriva da convenzioni internazionali a cui la Polonia non può sottrarsi. Ciò però – ha precisato Tusk – non significa necessariamente che Varsavia consegnerà Zakayev nelle mani di Mosca. “Acconsentiremo all’estradizione solo se ciò andrà incontro ai nostri interessi nazionali“, ha affermato il primo ministro.

Il Procuratore Generale polacco Andrzej Seremet ha  avuto in mattinata un colloquio telefonico con il suo omologo russo Jurij Chaika, al quale ha però sottolineato che la richiesta d’estradizione verrà valutata solo in base alla legge, e non a fattori politici. Seremet ha poi confermato di aver ottenuto da Chaika la garanzia che, se Zakayev verrà estradato, il processo contro di leader ceceno si baserà solo sul diritto e la sentenza sarà trasparente.

Il Ministero della Giustizia russo ha nel frattempo fatto sapere che sono già in corso le pratiche per richiedere quanto prima a Varsavia l’estradizione di Zakajev. A proposito di ciò, il presidente della Commissione Esteri della Duma, Konstantin Kosacëv, ha sottolineato che le prove che la Russia fornirà alla Polonia contro Zakayev sono “schiaccianti” , tanto che Varsavia non avrà ragioni per non consegnarlo alla giustizia russa.

Condanna per l’arresto è giunta dalla sezione polacca di Amnesty International, che ha messo in guardia il governo sui rischi di un processo-farsa a cui potrebbe essere sottoposto Zakayev se estradato in Russia. L’organizzazione umanitaria rileva che altri paesi dell’Ue come Danimarca e Regno Unito non hanno dato applicazione al mandato d’arresto internazionale, riconoscendo anzi a Zakayev lo status di rifugiato politico.

Intanto l’emittente polacca TVN24 cita fonti vicine a Zakayev, secondo cui i giudici della Procura starebbero valutando la possibilità di concedere al politico ceceno la libertà su cauzione.

Vedi anche:
Tra Russia e Polonia scoppia la grana cecena

Annunci