Solidarnosc, un trentennale tra le polemiche

Sono trascorsi tre decenni da quando un baffuto elettricista di Danzica diede la prima decisiva picconata al sistema sovietico: l’uomo si chiamava Lech Walesa e per tutto il mese era stato protagonista, con i suoi compagni di lavoro dei locali cantieri navali “Lenin”, di un durissimo confronto sindacale con il governo comunista polacco riuscendo, esattamente il 31 agosto 1980, ad ottenere il riconoscimento politico del movimento sindacale da lui fondato e diretto: con la sottoscrizione degli Accordi di Danzica nasceva ufficialmente Solidarnosc, il primo sindacato e movimento politico indipendente del blocco socialista. Mentre apponeva la sua firma su quel foglio Walesa stava facendo la Storia e forse neanche se ne rendeva conto: l’intesa sindacale che stava firmando andava ben oltre il conseguimento dei miglioramenti retributivi richiesti, perchè il valore di quegli Accordi era ormai strettamente politico.

Trent’anni dopo, l’uomo che  vinse il Nobel per la Pace nel 1983 e sei anni più tardi traghettò fuori dal comunismo la Polonia, diventandone presidente dal 1990 al 1995, è il grande assente alle celebrazioni dell’anniversario che si sono tenute tra ieri ed oggi in varie città polacche. Ufficialmente la defezione è dovuta a ragioni di salute, ma a Varsavia come a Danzica sanno tutti che  si tratta di una motivazione diplomatica: l’ex leader è ormai da tempo in polemica con la nuova dirigenza polacca e dello stesso Solidarnosc.

In un’intervista rilasciata ieri alla radio nazionale, Lech Walesa ha criticato l’eccessiva politicizzazione dell’odierno Solidarnosc, che avrebbe perso le sue originarie caratteristiche di movimento di natura sociale per tramutarsi in un organismo politico lontano dalla gente. Il riferimento, implicito ma neanche tanto, è all’eccessiva vicinanza del nuovo Solidarnosc al partito ultraconservatore Diritto e Giustizia di Jaroslaw e Lech Kaczynski, con i quali, durante i suoi anni da presidente della Repubblica, Walesa ebbe frequenti scontri a proposito dell’impatto sociale delle riforme economiche da lui adottate.

E forse non ha tutti i torti: il 30 agosto, durante il congresso che ha commemorato i trent’anni degli Accordi di Danzica, Jaroslaw Kaczynski è stato accolto tra gli applausi dalla platea degli oltre 2.500 delegati intervenuti, che sono parsi gradire molto di più il suo intervento rispetto a quello dell’attuale capo dello stato Bromislaw Komorowski, suo ex rivale alle elezioni presidenziali.

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