Scambio di spie tra gli Stati Uniti e la Russia

Il Ministero degli Esteri a Mosca

Il Ministero degli Esteri a Mosca

Svolta nella crisi delle spie esplosa la scorsa settimana tra Mosca e Washington. Stati Uniti e Russia hanno trovato un accordo per scambiarsi due agenti che erano stati arrestati dai rispettivi servizi di controspionaggio: si tratta di Anna Chapman, la donna russa arrestata dall’FBI (assieme ad altre dieci persone) con l’accusa di essere un agente del SVR  (l’intelligence estera della Russia) e di essere entrata in possesso di segreti finanziari e militari, e di Igor Sutjagin, scienziato nucleare condannato nel 2004 a 15 anni di prigione per aver passato informazioni “classificate” (ovvero coperte da segreto militare) ad un’azienda britannica, che secondo i servizi russi era in realtà una struttura segreta della CIA.

Lo scambio è avvenuto a Vienna, dove Sutjagin è giunto ieri con un aereo proveniente da Mosca; la sua liberazione fa seguito a quella della Chapman, che sarebbe a sua volta stata trasferita a Mosca nella notte di martedì 6 luglio.

Secondo il quotidiano web Gazeta.ru, l’accordo per la liberazione delle spie sarebbe stato siglato nei giorni scorsi a Washington tra l’ambasciatore russo Sergej Kisljak ed il sottosegretario di Stato William Burns.

Intanto, oggi la capitale austriaca è stata crocevia dello scambio delle altre dieci spie arrestate negli Usa con tre agenti americani detenuti dai russi: i due gruppi di detenuti sono giunti all’aeroporto di Vienna a bordo di jet militari provenienti dagli Stati Uniti e dalla Russia, e sono stati riconsegnati ai rispettivi paesi.

In serata, il presidente Medvedev ha inoltre firmato un decreto con cui ha concesso la grazia ad altri 16 prigionieri accusati di essere agenti al servizio dell’Intelligence americana e britannica. Lo riferisce l’ufficio stampa del Cremlino.