Kirghizistan, miliziani afghani dietro la rivolta nel Sud?

Devastazioni in Kirgyzstan

Devastazioni in Kirgyzstan dopo gli scontri

Miliziani afghani sarebbero stati inviati in Kirghizistan per organizzare gli scontri interetnici esplosi nelle regioni di Jalalabad ed Osh lo scorso 10 giugno, che fino ad oggi hanno provocato 261 morti e più di mille feriti: lo afferma il capo dei servizi segreti kirghizi, Keneshbek Dushebaev.
“Alla vigilia degli eventi di giugno dalla provincia afghana del Badakhshan sono stati condotti in Kirghizistan numerosi miliziani –  ha dichiarato Dushebaev, – con la collaborazione di signori della droga tagiki che hanno stretti rapporti con la famiglia dell’ex presidente Bakiev”. Il capo dell’Intelligence ha parlato, nel dettaglio, di guerriglieri ben addestrati alle attività di sabotaggio, già impiegati in precedenti azioni terroristiche all’estero, che sarebbero stati pagati ben 250mila dollari ciascuno già nello scorso mese di aprile, ovvero all’indomani della caduta di Bakiev.

Tornano dunque le accuse verso Kurmanbek Bakiev ed il suo clan, come ideatori delle sommosse che hanno insanguinato il paese nelle ultime settimane. Le autorità kirghize hanno chiesto senza successo la consegna dell’ex presidente alla Bielorussia, dove si trova in esilio, come pure del figlio Maxim alla Gran Bretagna, agli arresti a Londra per essersi impossessato di 35 milioni di dollari prestati dalla Russia al Kirghizistan.

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