“Il disastro di Smolensk fu causato dai piloti”

I rottami dell'aereo precipitato

I rottami dell'aereo del presidente Kaczynski (Fonte: RIA Novosti)

L’incidente aereo di Smolensk, nel quale lo scorso 10 aprile morirono il presidente polacco Lech Kaczynski ed altre 96 persone, tra cui numerosi esponenti dei vertici dello Stato, fu causato da un errore commesso dai piloti: lo ha dichiarato al quotidiano Rech Pospolita il rappresentante di Varsavia presso la commissione d’inchiesta sull’incidente, Edmund Klich.

Klich afferma di aver esaminato le registrazioni dei dialoghi tra i membri dell’equiapggio del Tupolev presidenziale, contenuti nelle scatole nere: “I piloti hanno ignorato tutti i segnali di pericolo emessi dai sistemi di sicurezza del jet, ed hanno assunto un rischio fatale. Perchè? Perchè erano stati addestrati ad agire così”.

L’alto funzionario governativo dunque smentisce le parole pronunciate la scorsa settimana da Tatjana Anodina, presidente della Commissione d’Inchiesta russo-polacca, che aveva parlato della presenza di “due estranei” nella cabina di pilotaggio poco prima dell’incidente, dando forza alle ipotesi dei media polacchi che immediatamente dopo la tragedia avevano parlato di un atterraggio imposto ai piloti da alti esponenti dell’esercito a bordo del Tupolev, o addirittura dallo stesso presidente Kaczynski, a dispetto degli inviti a dirottare sulla capitale bielorussa Minsk partiti dalla torre di controllo di Smolensk.

Ora, nonostante l’inchiesta non sia ancora conclusa, Klich sembra certo di avere trovato la causa del disastro nel comportamento dei piloti.
Ma non è da escludere che si tratti di una manovra volta a coprire il comportamento di qualcuno degli illustri passeggeri che il Tu-154 trasportava quella tragica mattina di aprile: sono in molti in Polonia a ritenere che i piloti del Tupolev furono obbligati ad atterrare nonostante le pessime condizioni meteo, per ordine partito direttamente dal capo dell’aeronautica militare polacca, generale Blasik, che a sua volta avrebbe ricevuto precise istruzioni in merito dallo stesso Kaczynski.

I pessimi rapporti diplomatici tra Kaczynski ed il presidente bielorusso Lukhashenko danno forza all’ipotesi che il presidente polacco mai avrebbe potuto accettare una qualsiasi forma d’aiuto, inclusa l’assistenza per un atterraggio d’emergenza, dal suo omologo di Minsk, che era stato spesso definito “il ruffiano di Mosca”.

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