Bakijev: “Ho rassegnato le dimissioni perchè minacciato”

Bakijev in conferenza stampa

Bakijev in conferenza stampa (RIA Novosti)

Da Minsk, dove si trova ospite del presidente Lukashenko, il deposto presidente kirgyzo Kurmanbek Bakijev lancia nuove accuse contro il governo provvisiorio.
L’ ex presidente ha convocato ieri una conferenza stampa per ribadire ciò che afferma da quando ha lasciato il suo paese: “Le mie dimissioni sono illegali”.
La scorsa settimana il premier ad interim del Kirghizistan, Roza Otunbajeva, aveva annunciato alla comunità internazionale che Bakijev, fuggito in Kazakhstan, aveva rassegnato le dimissioni da presidente tramite un fax, circostanza che lo stesso Bakijev aveva subito smentito, chiedendo ai leader mondiali di non riconoscere il nuovo governo.

Ieri l’ex presidente ha fatto una parziale retromarcia, ammettendo sì di aver firmato la lettera di dimissioni, ma di averlo fatto sentendosi minacciato: “Quando ho scritto quella lettera, ero sotto minaccia di quelli che hanno preso il potere con la forza”.
Bakijev ha quindi sottolineato che le sue dimissioni non sono valide perchè tutte le procedure previste dalla legge non sono state completate,  e che il governo è stato troppo frettoloso a dichiarare decaduta la sua carica: “La Costituzione prevede che sia il Parlamento a dover dibattere delle mie dimissioni, e ciò non è stato fatto”.

L’ex presidente ha anche voluto rispondere al ministro degli Esteri russo Lavrov, che aveva opposto un veto al suo ritorno in Kirghizistan: “Non punto a tornare in Kirghizistan come presidente. Ho però voluto sottolineare l’illegalità delle mie dimissioni, affinchè il Paese possa far ritorno ad una base di legalità”.