Fu Kaczynski a voler atterrare a Smolensk?

Putin rende omaggio alla salma di Kaczynski

Putin rende omaggio alla salma di Kaczynski (RIA Novosti)

Cominciano ad emergere le prime, confuse ricostruzioni della tragedia aerea di sabato mattina a Smolensk: secondo quanto riportato dal più autorevole quotidiano polacco, la Gazeta Wyborcza, potrebbe essere stato proprio il presidente Kaczynski ad ordinare ai piloti del Tupolev 154 di atterrare nel piccolo aeroporto russo, nonostante i divieti della torre di controllo. Il motivo di questa decisione sarebbe da ricercare nei pessimi rapporti diplomatici (e personali) che intercorrevano tra il defunto presidente polacco ed il suo omologo bielorusso Lukashenko.

E’ il corrispondente da Mosca della Gazeta Wyborcza, Waclaw Radziwinowicz, ad avanzare questa inquietante ipotesi: la tragedia potrebbe essere stata causata da un assurdo motivo d’orgoglio.
Non ci sono più dubbi sul fatto che le condizioni meteo sulla pista di Smolensk fossero proibitive, la mattina di sabato scorso: dalle conversazioni radio della torre di controllo, è emerso infatti che 15 minuti prima dello schianto del Tupolev, i responsabili radar di Smolensk non autorizzarono l’atterraggio di un cargo militare proveniente da Mosca, a causa della fitta nebbia.
La stessa comunicazione, pochi istanti dopo, fu inviata anche al Tupolev presidenziale polacco, quando quest’ultimo era ancora nello spazio aereo della Bielorussia: l’ordine della torre di controllo di Smolensk fu di fare rotta sull’aeroporto della capitale bielorussa Minsk, situata a pochi chilometri dal confine russo, da cui la delegazione polacca avrebbe poi potuto raggiungere Katyn.

Kaczynski tra Jushenko e Saahashvili

Kaczynski tra i due grandi nemici di Mosca: Juschenko e Saahashvili (RIA Novosti)

A questo punto Kaczynski potebbe aver dato disposizione ai suoi piloti di ignorare l’ordine partito da Smolensk, e di procedere all’atterraggio nonostante la coltre di nebbia.
Perchè il presidente polacco non voleva atterrare in Bielorussia?
E’ difficile capire cosa possa essere successo, ma i pessimi rapporti tra Kaczynski e il suo omologo bielorusso Aleksandr Lukashenko possono aver avuto un peso non indifferente nella decisione di atterrare comunque a Smolensk.
Secondo Radziwinowicz, Kaczynski avrebbe interpretato un atterraggio “d’emergenza” a Minsk come una richiesta d’aiuto a Lukashenko, e ciò era intollerabile per un per un personaggio estremamente orgoglioso come lui, che aveva fatto dell’orgoglio polacco il suo punto di forza: Kaczynski non voleva alcun sostegno dal presidente bielorusso, che più volte aveva defininto “dittatore” e “ruffiano delle mire imperialistiche di Mosca”.

Per lo stesso motivo, l’aereo polacco non avrebbe neanche fatto rotta su un altro aeroporto russo: Kaczynski aveva spesso dichiarato che a Mosca  e  in Russia non ci sarebbe andato, almeno fin quando un presidente russo non si fosse recato a Varsavia. Il presidente aveva sovente attaccato il suo predecessore, l’ex comunista Kwasniewski, per i suoi frequenti viaggi in Russia, da lui ritenuti un atto di sottomissione a Putin, che a Varsavia c’era venuto solo una volta, nel 2002, prima che le relazioni russo-polacche peggiorassero per via della Rivoluzione Arancione di Juschenko in Ucraina, sostenuta anche dalla Polonia.

Si era però convinto ad andare a Katyn, perchè quella visita assumeva un significato per lui importantissimo: per la prima volta la Russia aveva ammesso le sue colpe su quella strage, e avrebbe chiesto scusa alla Polonia e al suo popolo. Si sarebbe aperto un nuovo capitolo delle relazioni bilaterali tra i due paesi e lui si sentiva il protagonista di quella svolta storica, reputata a Varsavia come una vittoria su Mosca.

Il suo genuino orgoglio ai limiti del paradosso, che l’aveva reso protagonista di scontri politici con tutti i grandi della Polonia, da Lech Walesa ad Adam Michnik, era forse l’origine del grande consenso verso di lui. Ma proprio quello stesso orgoglio, che gli aveva permesso di scalare in breve i vertici dello stato polacco, ora potrebbe essergli stato fatale.

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