Golpe in Kirghizistan, Putin: “La Russia non c’entra”

Kirghizistan, divampa la rivolta

Alcuni manifestanti sfilano per le strade di Bishkek, Kirghizistan (Fonte: RIA Novosti)

Almeno 70 persone sono state uccise ed oltre 400 ferite negli scontri tra manifestanti e polizia verificatisi tra ieri ed oggi a Bishkek, capitale dell’ex repubblica sovietica del Kirghizistan: le proteste, iniziate il 6 aprile nella città di Talas (nord-ovest del Paese), si è estesa presto ad altre città, compresa la capitale.
L’opposizione, i cui sostenitori hanno occupato la radio e la TV di Stato, stasera ha annunciato che il governo in carica del Kirghizistan si è dimesso, e che gli insorti hanno preso il potere nell’intero Paese.

Le prime, confuse, notizie davano il presidente deposto Bakijev fuggito all’estero: in realtà Bakijev sarebbe ancora in Kirghizistan, precisamente nel Sud del Paese, e,  secondo quanto riportato da un’agenzia di stampa locale, per nulla intenzionato a dimettersi. Sarebbe stato lui stesso a chiarire la sua posizione in un messaggio inviato ai suoi fedelissimi, ammettendo però di non avere più il controllo sulle forze armate: “Non ho abbandonato e non abbandonerò i miei compiti da presidente. Tuttavia non ho al momento l’opportunità di influenzare la situazione nel Paese”.

Un ritratto distrutto del presidente Bakijev

Un ritratto distrutto del presidente Bakijev (Fonte: RIA Novosti)

“La Russia non ha nulla a che fare con quanto sta accadendo in queste ore in Kirghizistan”, ha dichiarato durante una conferenza stampa il premier russo Vladimir Putin, che ha rivelato di essere rimasto “molto sorpreso” dagli sviluppi presi dagli eventi.
Putin dunque smentisce le affermazioni di alcuni leader dell’opposizione kirghiza, che in precedenza avevano parlato di un suo sostegno ai dimostranti.
“Non è di nostro interesse quanto sta succedendo lì:  si tratta di una questione interna del Kirghizistan. L’unica cosa che chiedo è che le autorità e l’opposizione diano prova di autocontrollo e rinuncino alla violenza”, ha dichiarato Putin, che ha aggiunto che il presidente del Kirghizistan, Kurmanbek Bakijev ha ripetuto gli errori fatti dal suo predecessore, Askar Akajev: “Quando è giunto al potere (dopo la cosiddetta Rivoluzione dei Tulipani del 2005, ndr), il presidente Bakijev ha duramente criticato il presidente deposto, Akajev, per il nepotismo e per aver collocato i suoi parenti al vertice delle istituzioni economiche. Ho l’impressione che Bakijev sia caduto nella stessa trappola».

Il Kirghizistan, dove sia la Russia che gli Stati Uniti hanno basi militari, ha vissuto una stagione d’instabilità politica fin da quando Bakijev si è insediato, ma una maggiore agitazione politica è iniziata il mese scorso, quando le forze di opposizione ha accusato il governo di intensificare il controllo sul potere senza aver portato il Paese verso la stabilità e la crescita economica.

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