Vertice Putin-Chavez su petrolio e forniture militari

Il primo ministro russo Vladimir Putin è giunto in Venezuela, per una serie di colloqui bilaterali con il presidente venezuelano Hugo Chavez.

Chavez con Putin

Hugo Chavez con Vladimir Putin durante la sua ultima visita a Mosca

Nella sua visita-lampo a Caracas, Putin discuterà con Chavez di numerosi temi, militari ed economici, e sarà presente alla consegna degli ultimi quattro elicotteri russi Mi-17 Hip, oggetto di un contratto di 38 velivoli firmto tra i due Paesi nel 2006.
Dal 2005, il Venezuela ha acquistato armamenti russi, tra cui aerei da guerra, elicotteri e fucili d’assalto Kalashnikov, per un valore di 4 miliardi dollari.
La Russia e il Venezuela avevano inoltre raggiunto l’accordo per un prestito di 2,2 miliardi di dollari a favore del governo di Caracas, durante il vertice bilaterale che avevano tenuto nello scorso settembre, a margine del quale Chavez aveva espresso l’intenzione di acquistare anche 92 tank T-72, razzi e mezzi per l’aviazione civile.

Il viaggio di Putin a Caracas ha perciò sollevato perplessità da parte degli USA:  Washington infatti teme che Chavez, con denaro russo, sia intenzionato ad acquistare anche carri armati e missili. Il premier, nella conferenza stampa conclusiva dell’incontro, ha confermato che la Russia continuerà a fornire apparecchiature militari al Venezuela, senza fare però espliciti collegamenti al prestito accordato a Chavez: Putin si è limitato a riferire di aver informato il presidente venezuelano dell’intenzione russa di erogare la somma richiesta.

Il viceministro delle Finanze russo, Dmitrj Pankin, ha tuttavia dichiarato che il prestito accordato da Mosca non riguarda l’acquisto di armamenti, e che comunque è alquanto improbabile che Chavez e Putin firmino l’accordo già oggi: la visita del premier russo durerà infatti solo poche ore, ed avrà in agenda principalmente un gran numero di temi di  cooperazione economica , “con priorità ad energia e settore minerario”, ma anche a nuove aree come infrastrutture per i trasporti, ed agricoltura.

Piattaforma estrattiva

Una piattaforma estrattiva

Nel settembre scorso la compagnia statale Petroleos de Venezuela (PdVSA) ed i giganti energetici russi Rosneft, Gazprom, Lukoil, TNK-BP and Surgutneftegaz (riunti nel Consorzio Petrolifero Russo) hanno già firmato un accordo per sviluppare congiuntamente il giacimento  venezuelano Junin 6, situato nella regione petrolifera di Orinoco: Junin 6 ha una capacità estrattiva pari a circa 53 miliardi di barili di petrolio, in un territorio che, secondo la US Geological Survey, dispone di una riserva di 513 miliardi di barili di greggio pesante, quasi il doppio delle riserve conosciute presenti in Arabia Saudita.
La joint venture russo-venezuelana prevede di estrarre quest’anno 50.000 barili di petrolio al giorno, con il progetto di incrementare di nove volte l’attività estrattiva e di arrivare a breve all’estrazione di 450.000 barili al giorno.

Putin e Chavez

Putin con Chavez (Fonte: RIA Novosti)

Chavez e Putin hanno inoltre raggiunto un accordo di massima per la costruzione del primo impianto nucleare venezuelano: il governo russo metterà a disposizione di Caracas nuove tecnologie e il proprio know-how.

Le relazioni tra la Russia e il Venezuela si sono rafforzate considerevolmente nel corso degli ultimi dieci anni: in particolare, i due Paesi hanno firmato importanti accordi di  cooperazione economica ed energetica durante la visita del presidente russo Dmitrj Medvedev a Caracas nel novembre 2008.

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