Il russo non sarà la seconda lingua ufficiale in Ucraina

Il nuovo presidente dell’Ucraina ha annunciato che l’ucraino rimarrà la lingua ufficiale del Paese, che nel frattempo è pronto ad “introdurre la Carta Europea per le lingue delle minoranze o regionali”.

Viktor Janukovic ha rilasciato queste dichiarazioni durante la cerimonia per il Premio Shevchenko a Kanev, nella regione di Cerkassk. Secondo il presidente ucraino, assegnare alla lingua russa uno status di ufficialità è un processo molto complicato, che richiede una modifica della Costituzione, in cui è esplicitato che soltanto l’ucraino è la lingua ufficiale del Paese.

Janukovic e Medvedev

Janukovic e Medvedev al Cremlino

Parecchie regioni dell’Est e del Sud dell’Ucraina, in cui la maggior parte della popolazione parla russo e dove Janukovic ha ottenuto un’elevata percentuale di consensi, hanno espresso volontà di rendere il russo seconda lingua ufficiale nei loro territori.
Il Partito delle Regioni, di cui è membro il Presidente, tuttavia, vede una via d’uscita tramite l’attuazione alla Carta Europea per le lingue delle minoranze o regionali. “Prendendo la Carta Europea per le linee-guida, abbiamo preparato una legge molto buona, che il presidente presenterà nei prossimi 15-20 giorni. In quel progetto di legge, diamo alle regioni determinati diritti [rispetto alla lingua russa]. Se in alcune regioni non vogliono darne applicazione, potranno decidere di agire così”, ha detto Boris Kolesnikov, capogruppo del Partito delle Regioni.

Il Presidente inoltre ha sottolineato l’importanza di dare attuazione della Carta Europea per le minoranze. Secondo Janukovic, la politica del suo predecessore sulle lingue di minoranza “ha violato i diritti dei cittadini russofoni e dei rappresentanti di altre nazionalità” che vivono nel Paese. “Dobbiamo correggere quella situazione nella politica della lingua, dando applicazione alla Carta Europea”, ha affermato Janukovic.

Tuttavia, non è esattamente in questo modo che Janukovic aveva promesso di risolvere la “violazione dei diritti della popolazione russofona”. Nel settembre 2009, l’allora capo dell’opposizione promise di rendere il russo seconda lingua ufficiale nel Paese, se fosse stato eletto: la stessa promessa fatta nel corso del suo recente incontro con il presidente russo Medvedev a Mosca.

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