Janukovic: “L’Ucraina resta indipendente”

Viktor Janukovic è ufficialmente il nuovo presidente della Repubblica ucraina: il vincitore delle elezioni dello scorso 7 febbraio ha giurato questa mattina sulla Costituzione e sul Vangelo, dinanzi alla Camera Alta del Parlamento. Nel suo discorso d’insediamento (leggi il testo), Janukovic ha sottolineato di voler mantenere il Paese equidistante sia dalla NATO che da un’eventuale alleanza militare con la Russia, e di voler lavorare per il benessere della popolazione ucraina: per far ciò, ha spiegato, è necessario avviare riforme importanti sul sistema di governo, al fine di garantire al Paese quella stabilità che i suoi predecessori non sono riusciti a costruire. Si è trattato di un chiaro riferimento alla sua rivale Julija Timoshenko, il premier attualemente in carica, che ha sempre accusato Janukovic di aver vinto le elezioni grazie a brogli ed ha rifiutato di rassegnare le dimissioni, come il neo presidente le aveva chiesto.
La Timoshenko sembra infatti intenzionata ad ostacolare in ogni maniera la politica del presidente eletto, e lo si capisce dalle frasi battagliere pronunciate pochi giorni fa dinanzi ai suoi sostenitori: “Non mi dimetto, e il partito di Janukovic non ha i numeri per sfiduciarmi in Parlamento”.

Dunque, per l’Ucraina si prospetta una convivenza molto difficile, che rischia senza alcun dubbio di peggiorare ulteriormente il clima d’instabilità politica.

Dal canto suo l’UE, che ha accolto tiepidamente l’elezione del presidente filorusso, ha comunque espresso i propri auguri a Janukovic per il suo insediamento. Il Parlamento Europeo ha chiesto inoltre al neo-presidente di riconsiderare la decisone, presa dal suo predecessore Jušchenko, di elevare ad eroe nazionale il leader filonazista Stefan Bandera, protagonista di crimini contro la popolazione civile durante la Seconda Guerra Mondiale.

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