La Russia sospende la vendita degli S-300 all’Iran

Con un secco comunicato, il governo russo ha annunciato ieri la sospensione della fornitura all’Iran di un sistema missilistico di difesa antiaerea. Il motivo sarebbe dovuto a non precisati problemi tecnici, che richiederebbero uno slittamento dei tempi di consegna, che però non vengono in alcun modo menzionati.

Il fatto che tale dichiarazione arrivi all’indomani della visita a Mosca del premier israeliano Benjamin Netanyahu autorizza a pensare che a ritardare la vendita dei missili all’Iran non sia un problema tecnico, bensì politico.

Netanyahu aveva infatti annunciato, prima della sua partenza per la capitale russa, di voler far pressioni su Medvedev e Putin affinchè desistessero dal dotare Teheran dei sofisiticati missili antiaereo russi S-300: un simile sistema di difesa è infatti molto temuto dall’aviazione di Tel Aviv, nell’ottica di un eventuale blitz contro le centrali nucleari iraniane.

Mosca dunque prende tempo, perchè dal canto suo si trova in una difficile posizione, vista l’esigenza di mantenere buone le relazioni sia con Israele e soprattutto con l’Iran: proprio lì tecnici di società russe sono  impegnati in programmi di cooperazione tecnica per la costruzione di centrali nucleari da impiegare a scopo civile, e lo stesso Medvedev ha più volte ribadito di essere contrario a sanzioni che vadano a colpire il Paese, dicendosi disponibile ad avallare invece azioni che vadano a danneggiare gli organismi direttamente coinvolti nel programma  nucleare ad uso bellico.

La clamorosa decisione del governo russo apre diversi scenari: una prima ipotesi, piuttosto remota, potrebbe essere l’imminenza di un blitz aereo isrealiano, ma ciò significherebbe per Mosca inimicarsi il regime degli Ayatollah, con conseguenze economiche e politiche che al Cremlino non converrebbero.
La seconda ipotesi è stata avanzata dal direttore del Centro Studi per il Medio Oriente, Evgenij Satanovskij, secondo cui, dietro questo misterioso rinvo della fornitura ci sarebbe un accordo segreto tra Russia e lo Stato ebraico: proprio per salvaguardare i propri interessi economici nella regione mediorientale, la Russia si farebbe garante per la stipula di un patto reciproco di non aggressione tra Israele ed Iran.

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