Mosca venderà armi alla Libia per 1,3 miliardi di euro

La Russia ha firmato un contratto per una fornitura militare alla Libia pari a 1,3 miliardi di euro. Lo ha annunciato questo pomeriggio lo stesso primo ministro Vladimir Putin, al termine di un incontro di lavoro tenuto presso la sua dacia di Novo-Ogarevo con Vladimir Goropedckij, direttore generale della Izmash, la più grande azienda militare russa specializzata in forniture militari.
Putin ha voluto sottolineare che il contratto non riguarda esclusivamente armi da fuoco, lasciando sottintendere che la Libia del colonnello Gheddafi avrebbe inoltre acquistato equipaggiamenti e tecnologie militari, anche questi costruiti e venduti all’estero dalla Izmash.
Tripoli è comunque un “cliente di vecchia data” di Mosca: negli anni Settanta ed Ottanta l’URSS ha venduto alla Libia dispositivi militari, armi  ed aerei MIG, ottenendo spesso in cambio la disponibilità all’utilizzo di basi militari in territorio libico.

DAGLI ZAR A VLADIMIR PUTIN. La Izmash può essere effettivamente considerata un “marchio storico” dell’industria militare russa, in quanto ha accompagnato per oltre due secoli le vicissitudini belliche del Paese: nacque infatti nel 1807 proprio per volontà di Alessandro I, che voleva dotare l’esercito imperiale dei più moderni armamenti per fronteggiare l’espansionismo di Napoleone.
In epoca sovietica, dalla fabbrica uscirono centinaia di carri armati modernissimi che permisero all’Armata Rossa di arginare l’avanzata tedesca durante la Seconda Guerra Mondiale, e di capovolgere le sorti del conflitto.
Negli anni del dopoguerra la Izmash è entrata nella storia per la produzione del fucile d’assalto AK 47, meglio noto come “Kalashnikov”, arma dalla tecnica rivoluzionaria, ancor oggi la più diffusa al mondo nella sua categoria: 100 milioni di esemplari prodotti dal 1949, è in dotazione alle forze armate almeno 50 paesi, e purtroppo utilizzata anche da gruppi terroristici ed organizzazioni criminali.

Annunci