Medvedev “sposta” la Cecenia in un nuovo Distretto Federale

Con un decreto presidenziale del 19 gennaio scorso, Dmitrij Medvedev ha istituito un nuovo distretto federale, che va ad aggiungersi ai sette già esistenti: si tratta del Distretto Federale del Caucaso settentrionale, che copre una zona nevralgica per Mosca, viste le importanti risorse naturali del sottosuolo e soprattutto la difficile situazione politica dell’area.
Il nuovo Distretto Federale infatti comprende le repubbliche autonome di Kabardino-Balkaria e  Karachai-Cherkessia, il territorio di Stavropol,  l’Ossezia del Nord, ma soprattutto la Cecenia, il Dagestan e l’Inguscezia, territori dove il governo centrale si trova quotidianamente ad affrontare gli attacchi della guerriglia secessionista islamica.

La costituzione del nuovo distretto è stata motivata ufficialmente da problemi di ordine economico: Medvedev, in un messaggio all’Assemblea Federale, ha definito il Caucaso settentrionale come “il problema politico interno più serio della Russia”, e descritto il territorio come “economicamente arretrato, così da che consentire agli abitanti di godere di una normale prospettiva di vita”.

Dunque problemi di ordine economico ma con ampio impatto sociale: “La stabilità sociale è la chiave per normalizzare la situazione nel Caucaso settentrionale”, ha dichiarato il Presidente.

Ed oggi il premier Vladimir Putin si è recato per la prima volta nel capoluogo Pjatigorsk, dove ha incontrato Alexander Khloponin, rappresentante ufficiale del Presidente nel nuovo Distretto Federale, e Valerij Gaevskij, governatore del territorio di Stavropol.
Nel pomeriggio Putin ha presieduto una conferenza sul tema dello sviluppo economico del nuovo distretto federale, in cui ha fissato gli obiettivi da raggiungere a breve, medio e lungo termine.

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