Lavrov: riportare alla normalità le relazioni USA-Russia

MOSCA – «I colloqui tra Russia e Stati Uniti per giungere ad un accordo sul nuovo trattato ST.A.R.T. vanno avanti, ma le attività sono molto intense ed il lavoro da svolgere è enorme»: così si è espresso il Ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov in una intervista rilasciata all’agenzia di stampa Interfax. «Nonostante ciò, un grande senso di soddisfazione nasce dal comprendere che insieme stiamo ponendo le basi del nostro futuro, che si incontra con gli interessi del resto del mondo» ha ribadito Lavrov.

Sergej Lavrov

Sergej Lavrov

Dopo mesi di intensi colloqui a Ginevra, le delegazioni russa e americana hanno infatti quasi completato il lavoro sul nuovo Trattato per la Riduzione delle Armi Strategiche (in inglese STrategic Arms Reduction Treaty ovvero ST.A.R.T.): le parti, dopo la pausa natalizia, si sono riviste a partire da metà gennaio per definire alcuni dettagli tecnici.

Parlando delle relazioni bilaterali con gli USA, Lavrov a sorpresa ha dichiarato che queste ultime non sono affatto divenute più facili da quando Barack Obama è diventato Presidente: «Asserire ciò – secondo il capo della diplomazia russa – significherebbe semplificare seriamente la situazione. La qualità e la quantità del lavoro da svolgere, rispetto agli anni di Bush, sono cambiate».
Ora infatti Russia ed USA sono impegnate a smaltire le questioni arretrate che si erano accumulate durante la precedente amministrazione americane, «che avevano causato una profonda crisi nelle nostre relazioni – dichiara Lavrov -. Adesso siamo all’inizio di un processo finalizzato a riportare alla normalità i nostri rapporti, che dovrebbe riflettere la nostra responsabilità comune per il destino del mondo».

Barack Obama e Dmitrij Medvedev

Barack Obama e Dmitrij Medvedev

Il Ministro non ha nascosto la sua critica alla politica estera di George W. Bush, quale causa del peggioramento dei rapporti tra le due superpotenze negli ultimi anni: «La richiesta di un approccio basato sul confronto per risolvere le varie crisi è stata snobbata, lasciando invece spazio a provocazioni come è stata la decisione criminale delle autorità georgiane di usare la forza, ad agosto scorso, in una zona di guerra soggetta a tutela di forze internazionali di peacekeeping».
Il chiaro riferimento è al sostegno politico (e secondo i Russi anche militare) che la Casa Bianca inviò alla Georgia prima ed immediatamente dopo l’attacco di quest’ultima all’Ossezia Meridionale: una ingerenza che scatenò le proteste di Mosca e fece ulteriormente aggravare i rapporti con Washington.

Sull’esito del primo turno delle elezioni presidenziali in Ucraina, Lavrov ha infine espresso l’augurio che un cambio di rotta a Kiev possa portare ad un miglioramento delle relazioni con Mosca.

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