Presidenziali Ucraina: primo turno a Janukovic, exploit per la Timoshenko

Come previsto, gli Ucraini saranno chiamati a scegliere il loro prossimo presidente tra Viktor Janukovic e Julija Timoshenko, che si sfideranno il 7 febbraio nel turno di ballottaggio.

Julija Timoshenko al voto a Dnepropetrovsk
Julija Timoshenko al voto a Dnepropetrovsk

Secondo le rilevazioni del National Exit Pool Consortium, il primo turno delle elezioni presidenziali vede in testa Janukovic, candidato del Partito delle Regioni ed esponente della minoranza russofona, con il 31,5% delle preferenze, seguito a sorpresa dal premier Timoshenko, che ribalta le previsioni della vigilia ed ottiene un sorprendente 27,2%.

Le prime proiezioni sui voti scrutinati (meno del 2%) confermerebbero un buon successo della Timoshenko, che si attesterebbe al 26,9%, ma evidenzierebbero anche un più elevato distacco con Janukovic, che sarebbe in testa con il 37,8% delle preferenze.

Dunque, si profila un ballottaggio dagli esiti estremamente incerti: quello che è certo che le due settimane che mancano al 7 febbraio, data del turno di ballottaggio, saranno di certo caratterizzate da una campagna elettorale senza esclusione di colpi.

Non mancano infatti le prime accuse di brogli: il Ministero dell’Interno ha fatto sapere di aver ricevuto circa 1.200 denunce, provenienti dai vari schieramenti in campo. Tuttavia le operazioni di voto sembrano essere state svolte senza particolatri problemi, a dispetto dei timori della vigilia: Julija Timoshenko aveva perfino minacciato reazioni popolari qualora il suo partito fosse stato danneggiato da brogli, ma l’ exploit ottenuto deve però aver sortito un effetto positivo su di lei, anche se per ora non ha rilasciato dichiarazioni.

I due sfidanti, in effetti, non hanno ancora commentato il risultato. La TV ucraina ha tuttavia riferito della soddisfazione dell’enturage del Primo Ministro per questo inatteso risultato, che di fatto, secondo lo staff della Timoshenko, prelude ad una vittoria del premier al prossimo turno.

Fuori dai giochi il Presidente Viktor Jušchenko, che avrebbe ottenuto, secondo gli exit poll, un misero 6%. Lascia ingloriosamente la sua carica l’eroe della Rivoluzione Arancione, eletto presidente con il 52% dei voti appena 5 anni fa, ed ora crollato al 6% dei consensi. Delusione per i risultati mancati in questi anni, con l’aggiunta di una pesante crisi economica ed una corruzione a livelli spaventosi hanno demolito il mito dell’uomo che avrebbe dovuto traghettare l’Ucraina nell’Ue.

In effetti, nonostante l’affluenza alle urne si sia attestata intorno al 45%, il popolo ucraino si è avvicinato a questa scadenza elettorale con scarsa fiducia. Se cinque anni fa, sull’onda degli eventi che avevano portato alla Rivoluzione Arancione, le elezioni si erano svolte tra entusiasmo e curiosità, la toranata elettorale 2010 passerà alla storia invece per la rassegnazione e la delusione con cui gli elettori si sono recati alle urne. Almeno per questa prima domenica di voto.

Bisognerà vedere ora se le prossime due settimane di campagna elettorale riusciranno a motivare 46 milioni di persone già troppe volte deluse da promesse non mantenute.

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