Ucraina: corsa a tre per le Presidenziali

Domenica 17 gennaio gli Ucraini sono chiamati alle urne per il primo turno delle elezioni presidenziali: gli elettori dovranno decidere se affidare un nuovo mandato al presidente uscente, il filo-occidentale Viktor Juschenko, oppure dar fiducia ad uno degli altri due candidati, il primo ministro Julija Timoshenko ed il leader dell’opposizione, il filo-russo Viktor Janukovic, sconfitto dallo stesso Juschenko alle presidenziali di cinque anni fa.

Viktor Jushenko

Viktor Jushenko

In poche parole, i tre protagonisti della “Rivoluzione Arancione” del 2005 si ritrovano oggi di nuovo coinvolti nella stessa sfida, ma rispetto alla volta precedente gli equilibri sono molto cambiati.

L’Ucraina giunge infatti a questo appuntamento elettorale portandosi dietro una grave crisi istituzionale. L’alleanza tra Juschenko e Timoshenko, rivelatasi decisiva per la vittoria del primo alle presidenziali del 2005, aveva iniziato a sfaldarsi già nei primi mesi di “convivenza”, tanto che il primo governo Timoshenko cadde ad appena nove mesi dalla sua nomina.

Dopo il ritorno al governo della Timoshenko nel 2007, la frattura tra i due è andata aumentando fino al clamoroso strappo dell’estate 2008, quando il Primo Ministro si dissociò dalla condanna, espressa invece con forza dal Presidente, dell’attacco russo alla Georgia durante la crisi militare in Ossezia Meridionale.

Medvedev, Putin e Timoshenko

Il presidente russo Medvedev, il premier Putin e il primo ministro ucraino Timoshenko (Fonte: Reuters -RIA Novosti)

Nell’ultimo anno, in risposta al progetto di Juschenko di portare il Paese nella NATO, la politica estera della Timoshenko è stata sempre più caratterizzata da un riavvicinamento con Mosca:  nel gennaio 2009 la Timoshenko si è recata addirittura in Russia (dove fino al 2005 pendeva su di lei un mandato di cattura per una truffa finanziaria che l’aveva vista protagonista), accolta al calorosamente al Cremlino da Putin e Medvedev.

IL FAVORITO. Dallo scontro tra i due vincitori del 2005 potrebbe dunque trarre vantaggio lo sconfitto di allora, Viktor Janukovic, rappresentante della cospicua parte della popolazione ucraina di origine russofona, da sempre fautore di un riavvicinamento dell’Ucraina all’orbita russa, e fermo oppositore di un eventuale ingresso del Paese nell’Alleanza Atlantica.  Janukovic è dato favorito dagli ultimi sondaggi di dicembre, anche se ha registrato un leggero calo di consensi proprio a favore della Timoshenko.

Viktor Janukovic

Viktor Janukovic

Più staccato è Juschenko, che però punta tutto sul sentimento nazionalista e antirusso, per ribaltare i sondaggi che lo danno perdente: il Presidente ha infatti tenuto una serie di colloqui con gli esponenti del Partito del Popolo e del Partito Nazionalista, grazie al cui supporto conta di battere la Timoshenko al primo turno e di sfidare al ballottaggio del 7 febbraio Janukovic.

La strategia del presidente è chiara: raccogliere attorno a sè gli “orfani” della Timoshenko, ovvero i nazionalisti delusi dalla sua politica di apertura a Mosca, e di presentarsi al ballottaggio come unico esponente del “blocco occidentale” contro Janukovic.

Come già accadduto nel 2005, anche stavolta dunque Kiev sarà il termometro dell’attuale clima tra Mosca e Washington.

Un pensiero su “Ucraina: corsa a tre per le Presidenziali

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